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spesso quando mi sveglio la mattina, mi chiedo dove sono..chi sono me lo ricordo molto bene
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giovedì, 29 giugno 2006
oggi mi aggiro lenta, tra la scrivania, il bagno e la macchinetta del caffè e il boccione d'acqua è il mio più fedele compagno di viaggi.
IO odio i postumi.
postato da: elecotta alle ore 16:54 | Link | commenti (2)
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giovedì, 29 giugno 2006

Festino aziendale
(per non smentirsi, mai)

ele e lisafestinoP1060935_pic

postato da: elecotta alle ore 15:19 | Link | commenti (3)
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lunedì, 26 giugno 2006

Fiorentine cattive in trasferta...
Cronaca di un fine settimana lontane dal capoluogo e dai fidanzati

Partenza ore 9.00 con dei postumi abbastanza significativi 5 scarse ore di sonno sulle spalle io, 2 vomitini notturni per la Giulia, che si presenta struccata con diverse valigie, due delle quali sicuramente sotto gli occhi...ombrellone asciugamano...partiamo.
D
opo 4 ore arriviamo a questo benedetto mare: acqua sporca, un monte di gente (tutte più secche di te) ragazzi che si dividono tra sfigati e tamarri, insomma non c'abbiamo messo molto a prendere per il culo tutti...e tra pettegolezzi (e quanti) da ombrellone e bagni un po' puzzoni abbiamo passato un sano pomeriggio di sole. Dopo una doccia siamo partite energiche e attive come la triade ai tempi d'oro verso il festino; mega cena a base di super maiale con anche il vino bianco fatto col maiale: eppure alla ceci le sembrava tanto buono quel mix letale tra spuma bionda e vinsanto cattivo, forse era l'arietta di campagna che faceva sembrare tutto più buono quel sano puzzo di vacca. Cmq bella serata!!! Ci siamo fatte riconoscere dopo poco il nostro arrivo: abbiamo steso qualche uomo con il ping pong, perchè per le altre ragazze davvero nn c'era storia , alla fine siamo della vecchia scuola CPA (circolo ping pong amatori) abbiamo quasi rotto il dondolo familiare di ferro; ma siamo riuscite a fare tutte le cose per bene...io giuro credevo che il campeggio non l'avremmo mai ritrovato, invece pure la passeggiata a piedi strascicati per la stanchezza (ma puliti) in p.za del campo con tanto di ceci fotoreporter. E poi "Gori guida sicura" via a letto in un comodo letto di terra, che puzzava pure di pongo.
La mattina quando mi sono svegliata con dolori in tutto il corpo mi giro e quella SEMPRE SUPER FASHION della giulia dormiva con la giacca nera; quella ragazza è veramnte sempre in stile!!
comunque siamo delle brave bimbe che nonostante qualche momento un po' sconsolato con intensa voglia di fidanzati, siamo riuscite a cavarcela proprio bene in stile vecchia scuola...

ho rubato le foto dalle ceci, visto che non vado per il digitale c'ho messo un po' di mio, in queste..

postato da: elecotta alle ore 12:21 | Link | commenti (5)
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mercoledì, 14 giugno 2006

Ieri mentre cercavo di raccontarvi questa storia... sono stata interotta da un'evaquazione all'interno del mio uffico, per colpa di un fuocherello, al piano di sopra. Mi dispiace ma siccome ho perso l'ispirazione non vi posso descrivere il divertimento di quella giornata di lunedì..vi dò solo un assaggio!!!

cronaca di una giornata banale molto particolare.
che fosse una giornata un po' particolare si sentiva già dalle cinque di pomeriggio nell'aria c'era una strana tensione.
l'italia avrebbe debuttato al mondiale con una formazione giovane e vincente...ma la serie di eventi che sono accaduti già all'uscita da lavoro sono stati alquanto eccezionali, arrivata al semaforo alle 18.15 scoppio in una risata un tamarro pratese vestito di nero lucido, color terra di siena bruciata..

postato da: elecotta alle ore 10:42 | Link | commenti (7)
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mercoledì, 07 giugno 2006
Favole e romanzi
oggi mi sento un po' romantica e allora voglio raccontarvi una storia molto bella che mi è capitata per caso tra le mani, grazie a una copertina di un cd, con un bel disegno, forse non vi racconto niente di nuovo...però stamattina mi sento un po' visionaria, sarà stata colpa della serata di ieri sera a base di cuscinoni, libreria di I TUNES che va in shuffle e un bel libro di Jodorowsky.

Il Dio del Matrimonio e il Filo Rosso del Destino
Durante la Dinastia Tang c’era un tale di nome Wei i cui genitori morirono quand’era ancora molto giovane. Una volta diventato grande desiderava ardentemente sposarsi e avere una famiglia, ma purtroppo, per quanto la cercasse, non riusciva a trovare una moglie.

Mentre era in viaggio, giunse un giorno in una città di nome Song, dove trovò alloggio in una locanda. Lì incontrò uno sconosciuto al quale, chiacchierando, espose le proprie difficoltà. L’altro gli disse che la figlia del governatore della città sarebbe stata un buon partito per lui, e si offerse di parlare con il padre della ragazza. Dopodiché i due decisero di rincontrarsi il mattino dopo di buon’ora davanti al tempio vicino alla locanda.
In preda all’ansia, Wei giunse al tempio prima dell’alba, quando la luna era ancora alta in cielo. Sui gradini del tempio, appoggiato con la schiena a un sacco, sedeva un vecchio, intento a leggere un libro alla luce della luna.
Avvicinandosi e data un’occhiata alle pagine da sopra la spalla del vecchio, Wei si accorse di non poterne leggere neppure una parola.
Allora, incuriosito, gli chiese: “Signore, che libro è quello che stai guardando? Fin da bambino ho studiato parecchie lingue e conosco molte scritture, ma mai in vita mia ho visto un libro simile.”
Il vecchio rispose sorridendo: “E’ un libro proveniente dall’Aldilà”.
“Ma se tu vieni da un altro mondo, che ci fai qua?” chiese Wei.
Prima di rispondere il vecchio si guardò attorno, quindi disse: “Ti sei levato molto presto. Di solito non c’è in giro nessuno, tranne quelli come me. Noi dell’Aldilà, incaricati di occuparci delle faccende umane, dobbiamo andare qua e là tra gli uomini, e spesso lo facciamo nella luce crepuscolare dell’alba”
“E di che ti occupi?”
“Dei matrimoni” replicò l’altro.
Allora Wei gli aprì il suo cuore: “Sono solo al mondo fino dall’infanzia, e da molto tempo avrei voluto sposarmi e avere una famiglia. Per dieci anni ho cercato invano una sposa. Adesso spero di sposare la fanciulla del maresciallo. Dimmi, si realizzerà la mia speranza?”
Il vecchio guardò il libro e rispose: “No. Non è la persona a te destinata. In questo momento quella che sarà tua moglie ha solo tre anni, e la sposerai quando ne avrà diciassette.”
Deluso dall’idea di dover aspettare tanto, Wei notò il sacco cui il vecchio si appoggiava e gli chiese cosa contenesse.
“Filo rosso per legare i piedi di mariti e mogli. Non lo si può vedere, ma una volta che sono legati non li si puo’ più separare. Sono già legati quando nascono, e non conta la distanza che li separa, né l’accordo delle famiglie, né la posizione sociale: prima o poi si uniranno come marito e moglie. Impossibile tagliare il filo. Sicchè, visto che sei già legato alla tua futura moglie, non c’è niente da fare” rispose il vecchio.
E alla nuova domanda di Wei il vecchio replicò che la futura sposa non viveva lontana da lì, e che era la figlia della vecchia Chen, che aveva un banco sul mercato.
“Posso vederla?”
“Se davvero lo desideri, te la mostrerò, ma ricordati che il tuo futuro non cambierà.”
Ormai l’alba era spuntata e, visto che l’uomo che attendeva non si vedeva, Wei tutto eccitato seguì il vecchio al mercato.
Dietro la bancarella di frutta e verdura stava una povera vecchia cieca da un occhio, con una bambinetta al collo di circa tre anni, tutte e due vestivano di stracci.
“Ecco tua moglie” fece il vecchio indicando la piccina, e Wei replicò in preda alla delusione: “E se io la uccidessi?”
“E’ destinata a portare ricchezze, onori e rispetto alla tua famiglia. Qualsiasi cosa tu faccia, non puoi cambiare il destino” e così dicendo il vecchio scomparve.
Profondamente deluso e incollerito con il messaggero dell’oltretomba, Wei lasciò il mercato con intenzioni omicide. Trovato un coltello e resolo affilato come un rasoio, lo diede al suo servo dicendogli: “Hai sempre eseguito i miei ordini. Adesso va’ a uccidere quella bambina, e io ti compenserò con cento pezzi di rame.”
Il giorno dopo il servo, nascosto il coltello nella manica, andò al mercato e, celato tra la folla, si fece strada fino alla vecchia e alla bambina. Di colpo cavò il coltello, colpì la piccola, si voltò e scappò via, confondendosi con la folla strillante in preda al panico.
“Ci sei riuscito?” gli chiese Wei quando il servo si presentò.
“Ho cercato di colpirla al cuore, ma invece l’ho colpita tra gli occhi”
Il ragazzo ricevette il compenso pattuito e Wei, sollevato all’idea di essere libero di sposare chi volesse, continuò la sua solita vita, e col tempo si scordò dell’intera faccenda.

Tuttavia i suoi tentativi di trovare moglie furono vani, e così trascorsero quattordici anni. A quell’epoca lavorava in una località chiamata Shiangzhou, e le cose gli andavano molto bene, tanto che il suo superiore, il governatore locale, gli offrì in moglie la propria figlia. Così finalmente Wei ebbe una moglie bella e di ottima nascita, una diciassettenne che amava moltissimo.
Non appena la vide Wei notò che la ragazza portava sulla fronte una pezzuola che non si toglieva mai, neppure per lavarsi e dormire. Non le chiede nulla, ma la cosa non cessava di incuriosirlo. Poi, parecchi anni dopo, si ricordò all’improvviso del servo e della bambina al mercato, e decise di chiedere alla moglie la ragione della pezzuola.
Piangendo lei gli rispose: “Non sono la figlia del governatore di Shiangzhou, bensì sua nipote. Un tempo mio padre era il governatore di una città di nome Song, e la morì. Ero ancora piccola quando morirono anche mia madre e mio fratello. Allora la mia governante, la signora Chen, ebbe pietà di me e mi prese con sé. Avevo tre anni quando mi porto con sé al mercato, dove un pazzo mi accoltellò. La cicatrice non è scomparsa, e per questo la copro con una pezzuola. Circa sette od otto anni fa, mio zio ritornò dal Sud e mi prese con sé, per poi maritarmi come se fossi stata sua figlia.”
“La signora Chen era per caso cieca da un occhio?” chiese Wei.
E la moglie stupita: “Sì, ma come lo sai?”
“Sono stato io a cercare di ucciderti” spiegò Wei profondamente commosso “Com’è strano il destino!”
Dopodiché raccontò l’intera storia alla moglie, e adesso che entrambi sapevano tutta la verità, si amarono più di prima.
Più tardi nacque loro un figlio che divenne un alto funzionario, e godettero di una vecchiaia felice e onorata.
Tratto dal libro "Dei, Draghi e Eroi della Mitologia Cinese" di Tao Tao Liu Sanders - Arnoldo Mondatori Editore
postato da: elecotta alle ore 10:27 | Link | commenti (2)
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lunedì, 05 giugno 2006
W il CASENTINO
I festini in casentino non c'è verso..non si smentiscono mai..è stato proprio un bel fine settimana, nonostante i miei atteggiamenti un po' egocentrici di venerdì sera ma quando dopo una sbronza ho sfidato le mie amiche a braccio di ferro( e qualcuno, m'ha pure dato le pappe), comunque alla fine sono finita a letto per prima e il giorno dopo ero quella più in botta di tutti...

Peccato solo che abbia fatto un freddo boia e sabato il caminetto è stato il mio più fedele compagno...insieme alla salsiccia, e panino salsiccia...insomma un fine settimana con i fiocchi..e anche se di wester avrei voluto la camiciolina di lana, invece che il capello di jeans, mi sono divertita molto, e ringrazio vivamente i padroni di casa che ci hanno fatto strare proprio proprio bene. 
un po' di fotine per farvi rendere conto di come era il mio stato.


braccio di ferro

Immagine 080

ammmooooree

 

 

postato da: elecotta alle ore 11:54 | Link | commenti (6)
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giovedì, 01 giugno 2006

Sono piena di risorse, lo sò...
noi andiamo in casentino e fare festini di altri tempi..ma nella nostra piccola cittadina (rinomata anche per le bellisime ragazze che vi si trovano..si racconta che vengono giovanotti da tutta Firenze, ad ammirarle), si svolgerà la festa delle lucciole, in quella via dove c'abbiamo fatto tante e tante  e tante fiamme; forse abbiamo dato l'idea per il nome!!!perchè di lucciole è tanto che non se ne devono, da quelle parti..buon lungo fine settimana a tutti e se mi presento vestita anni 80 in casentino???? "Ciao, io ancora non esistevo


ponteascrema"

postato da: elecotta alle ore 16:10 | Link | commenti (4)
categoria:comico