Torno in quest'ufficio dai colori finti, torno a casa con il sapore del sale, con la pelle dorata, con l'anima calma e rilassata, contenta della bella esperienza, con i piedi duri dai balli in piazza, con gli occhi ridenti e gioiosi grati alle persone che ho incontrato, e con l'amore sincero per quelli che mi hanno aspettato a casa...torno in ufficio con un bel ricordo e con questa canzone che continua a suonarmi in testa.
Ora di pranzo caldo affricano, cammino a capo basso in una città quasi deserta cosa c'è di meglio di una mezzoretta in libreria mi scelgo un bel libro (quando cominci ad avere troppi pensieri conviene leggere quelli degli altri per dimenticare i tuoi) ma dall'ipod parte questa canzone...
E' passato diverso tempo dall'ultima volta che ho aperto questo editor di testo, di cose ne sono successe forse poche, forse tante..forse mi sono stancata di scriverle, ma oggi è il 5 Agosto (tra 5 giorni 27 anni..ed è ancora tutto uguale). Tutti i parenti che mi chiamano per sapere come sto...sono l'unica della famiglia che è ancora a lavoro..(ma quando parti? hai deciso poi dove andare?) si ho deciso, ma forse non sono convinta, forse non ho voglia di abbandonare le poche sicurezze che ho, anche se loro tendono a rompersi facilmente da sole di continuo anche se me ne resto quà...e noi torniamo sempre al punto di partenza, ripartiamo sempre dall'inzio e io perdo fiducia e tu perdi pazienza. Mi sembra un cerchio che gira e ci porterà sempre più lontani come una centrifuga. Ho bisogno di pensare a lungo su tante cose, ho voglia di silenzio e rumore del mare, ho voglia di un muretto da cui guardare il mare al tramonto, come a KOUFONISSI 8 anni fa, quando ancora non sapevo niente e non sapevo dove andare, ma a 19 anni me lo potevo anche permettere, è adesso che non ne ho più voglia.
E poi quest'anno ci sono le olimpiadi, ti ricordi l'ultima volta che ci sono state?..il fruscio dei condizionatori nella sala d'attesa in ospedale, i magoni allo stomaco e il caldo soffocante della UNO parcheggiata al sole, la stradina che costeggia il fiume. E quella è stata l'ultima estate, l'ultima volta che hai visto la mia pelle diventare color cioccolato e chissà se ogni tanto viene in mente anche a te (o per lo meno qualcosa del genere).