Era il 1994 e mi ricordo esattamente il giorno di questo video, mi ricordo che a 13 anni non si stava tanto bene, c'erano veramente poche cose che ti piacevano e a me questo mi piaceva veramente tanto, io quei pantaloni non l'avevo mai visti, io quel modo di canatre non l'avevo mai sentito..io rimasi davvero folgorata da quel mondo.
Quello che voleva diffondere in quel periodo l'HIp Hop italiano, a mio avviso, era un messaggio di speranza e di pace, gli anni erano tremendi Kurt Cobain o era morto o lo sarebbe stato di lì a poco, miliardi di ragazzine cominciavano a portare la sua faccia truccata sulle magliette, e andavano a giro con lamette dentro il portafoglio, senza saper nemmeno il significato; gli anni in cui trovavi le siringhe sotto il porticato di casa erano passati da poco e alla mattina quando prendevi il tram vedevi i pochi reduci gonfi di metadone che tornavano dal sert.
Sembrava che i giovani fossero allo sbando i rock era vecchio, il punk era stravecchio, la dance e i tunz ci facevano cacare, si sentiva che qualcosa c'era che stava cambiando, era una bellissima sensazione..la sensazione di "cazzo attiviamoci"..peggio di così non potremo sicuramente andare
Questo Nuovo adesso non c'è più il Rap italiano scala le classifiche (e sorvoliamo sui testi, da vomito), la break dance si fa dentro amici e i writer vengono chiamati dal comune per riqualificare spazi urbani. a me però quando mi ricapita i vecchi disci Rap sotto mano, sorrido, e quando alla radio la Pina passa NAS e nessuno a casa lo conosce, un po' sono soddisfatta di me e un po' rimpiango i bei tempi.
Ora di pranzo caldo affricano, cammino a capo basso in una città quasi deserta cosa c'è di meglio di una mezzoretta in libreria mi scelgo un bel libro (quando cominci ad avere troppi pensieri conviene leggere quelli degli altri per dimenticare i tuoi) ma dall'ipod parte questa canzone...
E' passato diverso tempo dall'ultima volta che ho aperto questo editor di testo, di cose ne sono successe forse poche, forse tante..forse mi sono stancata di scriverle, ma oggi è il 5 Agosto (tra 5 giorni 27 anni..ed è ancora tutto uguale). Tutti i parenti che mi chiamano per sapere come sto...sono l'unica della famiglia che è ancora a lavoro..(ma quando parti? hai deciso poi dove andare?) si ho deciso, ma forse non sono convinta, forse non ho voglia di abbandonare le poche sicurezze che ho, anche se loro tendono a rompersi facilmente da sole di continuo anche se me ne resto quà...e noi torniamo sempre al punto di partenza, ripartiamo sempre dall'inzio e io perdo fiducia e tu perdi pazienza. Mi sembra un cerchio che gira e ci porterà sempre più lontani come una centrifuga. Ho bisogno di pensare a lungo su tante cose, ho voglia di silenzio e rumore del mare, ho voglia di un muretto da cui guardare il mare al tramonto, come a KOUFONISSI 8 anni fa, quando ancora non sapevo niente e non sapevo dove andare, ma a 19 anni me lo potevo anche permettere, è adesso che non ne ho più voglia.
E poi quest'anno ci sono le olimpiadi, ti ricordi l'ultima volta che ci sono state?..il fruscio dei condizionatori nella sala d'attesa in ospedale, i magoni allo stomaco e il caldo soffocante della UNO parcheggiata al sole, la stradina che costeggia il fiume. E quella è stata l'ultima estate, l'ultima volta che hai visto la mia pelle diventare color cioccolato e chissà se ogni tanto viene in mente anche a te (o per lo meno qualcosa del genere).
(L'OrganiDramma) già così chiamato, sta arrivando anche per quest'anno scene di panico diffuse.
Ma è venerdì sono le 15.20, e fuori c'è un sole splendente, io tra 40 minuti spengo tutto, saluto con un bel sorrisone, piglio la macchina racchettoni, fidanzato e amiche e parto per il mare, tanto quel quadratino in basso nell'organigramma non me lo spostano, più giù c'è la signora delle pulizie..e quel lavoro è risaputo che non lo sò fare tanto bene..quindi BOOONAAA!
Parto in una perfetta forma fisica: ieri ho abbandonato la piscina dopo una mezz'oretta scarsa e poco più di 26 vasche; come ultima volta direi che forse è stata peggiore della prima. Ma le serate estive, tra birre e sigarette e i due gelati che mi mangio al giorno..lasciano poco spazio allo sport.
Sono tre giorni che ho dolore agli occhi e dopo due giorni di cura sbagliata stamattina sono andata al pronto soccorso dove un gentile dottore mi ha dato un collirio dalla scatola tutta a righine e mi ha ordinato di non mettermi le lenti a contatto per lo meno tre giorni. La mia faccia è a quel punto diventata cupa e quando gli ho detto che io dovevo partire...Lui: tutti devono partire. IO: io devo andare sullla neve. INFERMIERA: sulla neve???chissà che freddo??? A fà i chèèè??? IO: muta la guardo male. DOT: non ce l'hai un paio di occhialini a specchio?.(umm, peccato che se anche avessi gli occhialini a specchio, non vedrei nulla perchè sarei senza lenti..cmq)
A quel punto ringrazio e me ne vado, ho deciso che se entro sabato sera questo dolore non è passato, domenica mattina bevo il collirio e mi metto le lenti.
Mi drogo di Last Fm. Adoro quando arrivano per caso tracce come queste, una certa Jana Hunter.. e questa canzone registarta ,sembra a casa propria, porta dentro una bellezza.
Mi sono fatta coccolare dal rumore del mare, da belle sensazioni, da passeggiate sulle pietre umide, da paesaggi conosciuti. Sento che mi fa bene, che sto andando dalla parte giusta che non mi perdo, che ci sono persone che si portano dentro una forza e una spontaneità che mi danno sicurezza, è bello saperle riconoscere ancora una volta per un piccolo pezzo di strada insieme.
E' così essere sani??...sono sano così
Non ci sono molte cose che ti danno una bella carica...partire al primo pogo e arrivare alla terza fila durante un concerto degli Afterhours è una di quella.
Ci si spoglia dalla noia del lavoro, dalla routine della vita di coppia, ti prende l'adrenalina.salti e salti. Ne avevo bisogno e poi diciamolo dopo gli ultimi concerti visti in tranquillà tornare a pogare e scoprire di avere ancora le spalle e il fiato per sconfiggere le ventenni che sono solo cariche di macchine fotografiche e tecnologia è una bella soddisfazione.
Ascolto questa canzone a ripetizione ha un effetto piacevolmente anestetizzante, è un ottima canzone per il ritorno a casa la sera sul tardi.
Colleziono un altro post inutile. Ieri sera ho finito Cecità il terzo libro di questo 2008, da cui prendere parole e pensieri.
"La gente si preoccupa perchè i ragazzini giocano con le armi, perchè gli adolescenti guardano film violenti; c'è la paura che nei giovani finisca per imporsi una specie di cultura della violenza. Nessuno si preocupa, dei ragazzini che ascoltano migliaia di canzoni, migliaia di canzoni letteralmente che parlano di cuori spezzati e abbondoni e dolore e sofferenza e perdite.
Le persone più infelici che conosco, dico in senso amoroso, sono anche quelle pazze per la musica pop; e non sono sicuro che la musica pop sia stata la causa della loro infelicità, ma so per certo che sono persone che hanno ascoltato canzoni tristi più a lungo di quanto siano durate le loro tristi storie" Alta fedeltà
"...costui non sentirebbe altro che questo mormorio solitario, questo lungo filo di un suono che protrebbe prolungarsi all'infinito perchè il libri del mondo, tutti insieme, sono come dicono sia l'universo, infiniti.
Parla. Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi, che pur vedendo, non vedono." Cecità
"E qui Graziano sbagliò, come aveva sbagliato praticamente tutti i giorni da quarantaquattroanni a questa parte, e non è vero quello che dicono che sbagliando s'impara, non è assolutamente vero, esistono persone che sbagliando non imparano proprio niente, anzi, continuano a sbagliare convinte di essere nel giusto (o incoscenti di ciò che fanno) e con la gente così la vita, di solito, è cattiva, ma anche questo d'altronde non significa nulla, perchè queste persone sopravvivono ai lori errori e vivono e crescono e amano e mettono al mondo esseri umani e invecchiano e continuano a sbagliare.
Questo è il loro dannato destino." Ti prendo e ti porto via
Composizioni musicali non del tutto causali.
Riprendo in mano la situazione, cerco di sdrammatizzare (cosa che non mi riesce quasi mai) non vado da nessuna parte, il mio irresistibile desiderio di complicarmi la vita, viene abbattuto da quelli che sono i capi saldi della mia esistenza (nonchè coloro che l'hanno fatta partire). Adesso di nuovo punto e a capo, aspetto, con rammarico, che la primavera venga a rimbiancare con il suo polline le strade, a farmi mettere giubbottini leggeri e a provocare magoni alla gola, aspetto che il sole scaldi abbastanza uno scoglio, per riprovare a buttarmi di testa in qualcos'altro e aspetto sopratutto che questo senso di inutilà se ne vada (I needed to think a spell. I had to think awhile. I had to think awhile.)
Stamattina è una di quelle mattine che andresti in bici senza mani, ti svegli con questo cielo azzurro (anche perchè ieri sera ho spacccato la finestra) e senti che puoi fare qualsiasi cosa, anzi faresti qualsiasi cosa fuori che metterti al computer.
Il fine settimana passato tra alti e bassi mi vede reduce da un' altra giornata sulla neve, nella quale ho rimediato anche a questo giro un bel torcicollo da caduta, adesso sento un piccolo crack tutte le volte che prova a girami, ma è solo il prezzo da pagare per divertirsi.
Con questa ora legale, le persone devono essere impazzite vedono il sole e la primavera e cominciano a correre; la sera per tornare alla macchina in bici devo fare lo slalom tra i corridori, di sicuro una sera o una mattina di queste ne accoppo uno.